Home _ Progetti _ L'orto da Seduti
Dedicando qualche istante alla semina e alla cura costante delle piante, gli ospiti dell'Hospice hanno la possibilità di riscoprire il valore profondo di un'attività antica, manuale ed estremamente gratificante. Affiancati con pazienza e delicatezza da un operatore volontario, i pazienti sono guidati attraverso tutte le fasi di crescita del vegetale: dalla preparazione del terriccio all'inserimento del seme, fino all'irrigazione e alla potatura delle foglie. L'espressione "L'Orto da Seduti" nasce proprio dalla volontà di abbattere ogni barriera architettonica e fisica, adattando le postazioni di lavoro alle reali capacità motorie e alle energie dei partecipanti. In questo modo, anche chi ha limitazioni fisiche può sperimentare la gioia di plasmare la materia viva, avvertendo il profumo della terra bagnata e la consistenza delle piantine. L'orticoltura si rivela così una potente terapia occupazionale, capace di stimolare le capacità residue, risvegliare i sensi e distogliere la mente dalle preoccupazioni legate al percorso di malattia.
La realizzazione concreta e il successo continuo di questa iniziativa si devono in gran parte all'impegno straordinario, alla dedizione e all'entusiasmo travolgente di Fabrizio Dellaferrera. Mettendo a completa disposizione del progetto il proprio tempo libero, le proprie competenze agronomiche e una non comune sensibilità umana, Fabrizio ha saputo creare un clima di totale serenità e fiducia attorno ai laboratori di orticoltura. La sua presenza costante rappresenta un punto di riferimento prezioso per i ricoverati dell'Hospice di Busca, che vedono in lui non soltanto una guida esperta nelle tecniche di giardinaggio, ma un vero e proprio compagno di viaggio. Grazie alla sua capacità di trasmettere la passione per la natura, i pazienti imparano a dedicarsi con costante amore alle piantine, attingendo da esse una nuova carica di vitalità. L'auspicio che guida ogni incontro è che l'energia di un fiore che sboccia possa davvero contagiare tutti noi, donando speranza e sollievo.
La simbologia legata alla piantumazione e alla crescita di un piccolo germoglio racchiude una metafora di straordinaria potenza emotiva e spirituale. Osservare una piantina che spunta dal terreno ed estende le sue radici rappresenta un inno alla bellezza, alla resilienza e alla vitalità che continua a fluire, qualunque sia la condizione di salute di chi la osserva. Questa forza generatrice sprigiona un'energia positiva che contagia immediatamente l'intero ambiente circostante, portando una ventata di freschezza tra le mura dell'Hospice. Il momento culminante della fioritura si trasforma in un evento di celebrazione condivisa: la nascita di un fiore o l'apertura di un bocciolo diventano il simbolo di un piccolo grande traguardo raggiunto insieme. A volte, sono proprio i gesti più semplici e apparentemente infinitesimali a generare le trasformazioni emotive più profonde, ricordandoci che la vita sa manifestarsi con dirompente vivacità anche nelle situazioni di maggiore fragilità.
Il progetto "L'Orto da Seduti" dimostra chiaramente come la sinergia tra competenze professionali, volontariato del territorio e partecipazione attiva possa trasformare radicalmente la percezione dei luoghi di cura. L'attività di orticoltura non rimane infatti un'esperienza isolata al singolo paziente, ma genera un'onda positiva che si estende all'intera comunità dell'Hospice, coinvolgendo attivamente gli operatori sanitari, i familiari e gli altri ospiti della struttura. L'atto di prendersi cura di un altro essere vivente risveglia un senso profondo di responsabilità e utilità, elementi fondamentali per preservare la dignità e l'autostima della persona fragile. Attraverso i profumi delle erbe aromatiche, i colori dei fiori e la fragranza dei frutti, il tempo trascorso nell'orto riacquista una dimensione di normale quotidianità, permettendo ai pazienti di condividere momenti di spensieratezza e di ritrovare un contatto profondo con la bellezza del creato.
Un capitolo fondamentale nella crescita di questa iniziativa è stato reso possibile grazie alla straordinaria generosità e al sostegno profondo della Famiglia Rosso. Attraverso una sentita donazione effettuata nel prezioso e indelebile ricordo di Paola, l'associazione ha potuto implementare, mantenere e aggiornare costantemente gli spazi dedicati alle attività all'aperto, trasformando un semplice progetto in una realtà strutturata e permanente. È così che ha preso forma il "Giardino di OVA", un luogo speciale nato per accogliere pazienti, famiglie e volontari in un abbraccio di natura e serenità. Questa donazione in memoria non solo preserva e onora il ricordo di Paola, ma regala ogni giorno momenti di profondo sollievo e bellezza a chi vive l'Hospice. Il "Giardino di OVA" è diventato un'oasi di pace in cui la cura del verde si fonde con la memoria affettiva, offrendo a tutti un rifugio verde dove la vita continua a sbocciare con dignità, amore e gratitudine condivisa.